LE 1000 CONTRADDIZIONI DEL 25 APRILE

La Storia la scrivono i vincitori. Questi ultimi, fedeli a questa celebre riflessione, consumano annualmente, in tutto il mondo, ricorrenze in omaggio al loro alloro. Il 14 luglio per i francesi con la presa della Bastiglia da parte dei cittadini, il 4 luglio per gli americani con la Dichiarazione d’Indipendenza, il 25 aprile per gli italiani con l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, da parte delle forze partigiane. In barba al pensiero del 28esimo Presidente USA, Woodrow Wilson, che auspicava una«pace senza vincitori» convinto che una pace imposta con la forza ai vinti avrebbe contenuto in sé gli elementi di altre guerre. Nei conflitti bellici, come in tutte le questioni geopolitiche internazionali, si intrecciano interessi economici ed aspirazioni extranazionali finalizzati ad orientare gli assetti mondiali, lasciando al popolo il duplice ruolo di spettatore e vittima sacrificale di questi disegni. Un popolo onorato, dal vincitore, solo con quell’alone di eroismo postumo entro il quale viene immerso per alleviare il dolore delle famiglie. Celebriamo la Liberazione celebrando anche tutti i Caduti che hanno creduto, ingenuamente, di poter morire per la propria Patria.

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