SALVINI AMA LA PREPOTENZA TOSCANA, SOPRATTUTTO IN TACCHI A SPILLO E CHIOMA FOLTA

Da “www.lettera43.it”

Al 15 di via Prefetti, nel cuore di Roma, c’è un coiffeur per vip, Roberto D’Antonio, semplicemente Robi per i clienti, tutti famosissimi, uomini e donne che carriera l’hanno già fatta e altri che vorrebbero tanto farla.

Seduti sulle sue ambitissime poltrone, sbavanti pur di passare sotto le mani del maestro, potete trovare gente di spettacolo – da Fiorello a Sabrina Ferilli, da Margherita Buy a Claudia Gerini, da Valeria Golino alla Bruni-Tedeschi passando per registi come Bertolucci, Sorrentino, Garrone e Benigni – a gente del giornalismo – da Lilly Gruber a Michele Santoro, da Giuliano Ferrara a Rossana Rossanda – e delle lettere, come Margaret Mazzantini. Ma, ovviamente, non manca la politica.

Quella alta di un tempo – Carlo Azeglio Ciampi e signora – e quella alta e basta, come Piero Fassino. E dagli scranni del parlamento arrivano onorevoli di destra (Daniela Santanchè), di centro (Beatrice Lorenzin) e di sinistra (Paola Concia, cui Robi ha fatto un “sale e pepe” che ora parecchie clienti vogliono copiare).

In tutto questo bailamme poteva forse mancare Francesca Verdini, figlia di Denis ma soprattutto neo-fidanzata di Matteo Salvini? Certo che no. Arriva nei giorni prima di Pasqua a mettersi a posto la testa, per piacere ancor di più al suo amatissimo Matteo. Ma Verdini jr, da quando si è fatta beccare con il vicepremier, ha i paparazzi alle calcagna, che la seguono ovunque.

Anche dal parrucchiere. Succede così che gli aiutanti del famoso coiffeur la avvertano: «Guardi che fuori dal negozio ci sono i fotografi che la aspettano». «Ah sì, voi osate venire a disturbare la mia privacy in questo tempio del vippismo, allora ve la faccio vedere io», esclama la 26enne virgulta che già indossa i panni della first lady (infatti l’hanno paparazzata all’uscita da casa di lui con giubbotto bicolore, pantaloni con il logo della polizia e sneaker di almeno tre misure più grandi).

Tra lo sbigottimento degli altri clienti di Robi, incerti se indignarsi o estasiarsi davanti a tanta spavalderia, la Verdini jr – buon sangue non mente – prende il telefonino e con piglio sicuro chiama non sappiamo chi (Matteo? il Viminale?). Sta di fatto che pochi minuti dopo arrivano due volanti della polizia che costringono i fotografi a mollare la presa. Roma caput mundi.

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