IL DRAMMATICO APPELLO DI SANDRO BONDI: “VI PREGO, DIMENTICATEMI!”

Il cerimoniere, il cortigiano, l’apostolo. O meglio ancora, «un po’ Don Abbondio, un po’ Massimo Boldi», come lo definì Vittorio Sgarbi. Oggi Sandro Bondi, vive l’adulterio politico che lo trascinò fuori dal Parlamento immerso silenziosamente nell’alessandrino, in quella Novi Ligure, nota ai millenium più per la strage familiare compiuta da Erika che per il rinomato cioccolato. Gli anni alla corte del Cavaliere sembrano lontani secoli. Anni di devozione completa nei confronti dell’uomo che lo aveva convertito dal comunismo al forzismo. Ha trascinato con sé la compagna Manuela Rapetti, anch’ella parlamentare. Cosa rimane oggi del cerimoniere? Solo un appello disperato: «Voglio essere dimenticato».   

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