BENVENUTI “PRENDITORI”. ORA DI MAIO HA BISOGNO DEI BENETTON. ALLA FACCIA DELLA COERENZA

“In ginocchio da te” cantava più di mezzo secolo fa, Gianni Morandi ispirando anche un celebre musicarello d’epoca. Oggi, si potrebbe mutuare questa frase per illustrare l’atteggiamento di Luigi Di Maio nei confronti di Atlantia nella cui proprietà figura la famiglia Benetton. Sì, proprio la stessa famiglia che il leader grillino non definiva “di imprenditori” ma “di prenditori”, riferendosi alle vicende legate al crollo del Ponte Morandi. Allora, i cinquestelle fecero la voce grossa nei confronti del gruppo Atlantia, proprietario di Autostrade, minacciandole la revoca delle concessioni autostradali. Ora i lupi pare siano diventati agnelli.

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Non ci sono investitori disposti a imbarcarsi nella ristrutturazione di Alitalia. Luigi Di Maio, intervistato su La7, ha affermato che nel nuovo cda ci saranno Fs, Delta e il Mef. Manca ancora un soggetto per far partire la nuova Alitalia. Mef e Delta hanno già deciso di rilevare un 15% a testa. manca un ulteriore 70% in parte raggiungibile aumentando le quote di Fs e Ministero del Tesoro, salvo trovare, in seguito, un altro partner.

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In questa situazione, il leader grillino potrebbe decidere di ingoiare il rospo, valutando tra le soluzioni anche la disponibilità di Atlantia ad entrare nel cda di Alitalia. Un atteggiamento che sbugiarderebbe se stesso e il ministro Toninelli che, all’epoca del crollo del Ponte Morandi, avevano preso di punta la società autostradale con una polemica infinita. Come dire, “benvenuti Prenditori!”, alla faccia della coerenza.

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