LA (IL)LIBERTÀ DI ESPRESSIONE SECONDO DI MAIO

Dalla vicenda che ha interessato il nostro blog “Influencer Quotidiano”, vittima di 37.000 segnalazioni a fronte di 1.300 visualizzazioni quotidiane (anche uno stupido capirebbe che qualcosa nei numeri non torna…), sembra che qualcosa stia venendo alla luce sul fronte della libertà di espressione nel nostro Paese. Alla vigilia della Giornata Mondiale della libertà di stampa, il Consiglio d’Europa ha pubblicato un documento dal titolo “Freedom of expression in 2018”, in cui fotografa la situazione italiana per ciò che riguarda la libertà di espressione.

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Lo fa bacchettando Luigi Di Maio. «In Italia – si legge nel documento – il vice primo ministro e leader del Movimento 5 Stelle ha invitato le aziende pubbliche a smettere di fare pubblicità sui giornali e ha annunciato piani per ridurre i contributi pubblici indiretti ai media nel budget del 2019. Nel novembre 2018 – continua il rapporto – ha pubblicato sui social media un post contenente un linguaggio offensivo contro i giornalisti e richiesto nuove restrizioni legali per gli editori». Parole dure che mettono in luce un verosimile grave pericolo, dopo settant’anni, per la libertà nel nostro Paese.

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