ALTRO CHE BREXIT!

Proprio loro che dall’Europa socio-politica ed economica hanno deciso di volersi staccare, dal punto di vista calcistico la stanno dominando in lungo e in largo. Tutte le quattro squadre che sono giunte a giocarsi le due coppe continentali nelle finali di Madrid e di Baku sono inglesi, tre addirittura della stessa città: le competizioni europee rischiano di trasformarsi in un…torneo dei rioni.

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Le storie di Coppa, si sa, sono spesso storie molto particolari, vissute e condizionate da un episodio, da una serata da favola o da una serata da incubo, non hanno lo stesso filo conduttore di un campionato che, sulla lunghezza di un trentina abbondante di giornate può concedere lo spazio a dolorose cadute e a improvvisi recuperi: in Coppa bastano venti minuti sbagliati in una partita e il banco salta, ne sa qualcosa l’Ajax. Si dirà che il campionato inglese è il più performante e il più “allenante”, in quanto almeno cinque o sei squadre si presentano al via della stagione accreditate di percentuali più o meno simili di vittoria finale, mentre in Germania, in Spagna, in Italia si registrano forme di dominio pressoché incontrastato di uno o al massimo due club, fatto che può determinare cali di tensione che si possono pagare anche nelle sfide europee. Si dirà che a livello fisico gli inglesi sembrano correre il doppio e quindi, alla lunga, il loro atletismo prevale su tutti. Si potrà dire che le quattro inglesi hanno saputo approfittare del ciclo giunto al capolinea di Real Madrid e Bayern, dei “suicidi” di Barcellona e PSG, della consolidata idiosincrasia da coppa della Juve: complimenti a loro e, almeno per quest’anno, andiamo a “digerirci” questa…Coppa d’Inghilterra.

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