ROMA CAPUT MUNDI

Premetto che tra Atalanta e Lazio non avevo preferenze e che speravo che a vincere fosse la squadra in grado di esprimere il calcio migliore; premetto che sono consapevole del fatto che la sede della FIGC si trovi a Roma e che, fino a prova contraria, Roma è pure la capitale d’Italia (e quindi qualche merito le dovrà pur essere riconosciuto…) ma non trovo giusto che una finale di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta debba essere giocata sul«presunto»campo neutro dell’Olimpico in Roma. Accetterei il fatto di giocarci nel caso in cui ad accedere alla finale fossero due squadre di altre città (come il Milan – Juventus della scorsa stagione) ma quella di ieri sera l’avrei fatta giocare a Firenze o a Bologna, per mettere entrambe le squadre in parità di condizione.

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Si studiano soluzioni con finali nei paesi arabi o in estremo oriente e non si riesce a prevedere un’opzione più equa per una semplice finale di Coppa Italia. Magari non sarebbe cambiato nulla e la Lazio (ieri sera apparsa molto più squadra e molto più concreta dell’undici di Gasperini) avrebbe vinto comunque, ma la sensazione è stata che Gomez e compagni, già meno avvezzi dei colleghi in biancoazzurro ai grandi appuntamenti di cartello, si siano lasciati impressionare dall’impeto dei tifosi laziali, ovviamente in gran numero nello stadio di casa. Strano destino quello dei ragazzi in nerazzurro, protagonisti comunque di una stagione fantastica per gioco espresso e risultati ottenuti, ieri sera hanno dovuto assistere, loro malgrado, alla festa biancazzurra della consegna della Coppa Italia e domenica, nella penultima sfida di campionato, qualsiasi sia l’esito finale della sfida dell’Allianz Stadium di Torino, si dovranno sorbire la festa scudetto degli uomini di Allegri.

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