LA LEGA DA “L’È DÜR” A “LE PEN”

Più di vent’anni fa toccava ad Umberto Bossi riempire le piazze d’Italia, incitando il popolo della ipotetica Padania sulle note di “Và pensiero” e mostrando i muscoli (ed altro) al motto di “La Lega ce l’ha dür”. Oggi il testimone è passato a Matteo Salvini, Ministro dell’Interno e Vicepremier che ha allargato i propri orizzonti, abiurando le spinte secessioniste del Nord e abbracciando quel meridione sbeffeggiato dal “Capitano” alle feste padane di qualche anno fa.

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Giusta o sbagliata che sia, la strategia di Salvini ha portato la Lega a risultati elettorali inimmaginabili fino ad appena un lustro fa, quando era confinata ad un misero 4%, portando il partito a divenire il riferimento di maggioranza nel panorama di centro-destra. Per ottenere tutto questo, il “capitano” ha abbracciato l’idea del sovranismo, strizzando l’occhio ai movimenti oltranzisti europei. Primo fra tutti quello capeggiato da Marine Le Pen, quel “Rassemblement National” che aspira a soppiantare Macron alle prossime elezioni transalpine. Come dire: da “l’è dür” a “Le Pen”.

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