PRIMA DI MAIO CHIEDEVA LE DIMISSIONI DEI LEADER SCONFITTI. ORA CHE HA PERSO LUI?

Tracollo eclatante, alle elezioni europee, del Movimento Cinquestelle, ma, soprattutto, tracollo eclatante della leadership di Luigi Di Maio, travolto dal risultato della Lega del compagno di Governo, Matteo Salvini. Il Ministro del Lavoro, appena un anno fa in odore di Presidenza del Consiglio, vede quasi dimezzato il consenso che aveva portato il Movimento ad essere il primo partito d’Italia. C’è chi vede in questo risultato il frutto dell’alleanza con il più navigato Matteo Salvini, chi accredita la sconfitta a promesse elettorali non attuate. Quale che sia stata la causa, certamente ha un minimo comune denominatore nell’arrembante giovane di Pomigliano d’Arco, messo di fronte alla realtà politica certamente diversa dall’attività di bibitaro.

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Cosa farà ora Di Maio? Si dimostrerà coerente con quanto detto in passato quando ad essere sconfitti erano i suoi antagonisti per i quali chiedeva dimissioni immediate o attuerà un’altra strada, più comoda, rimanendo saldo al suo posto di leader di partito? Il codice dei cinquestelle parla chiaro: dopo due mandati il tuo ruolo politico è finito. Forse per il ragazzo di Pomigliano d’Arco la stagione dei riflettori è veramente terminata.

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