SE AVESSERO TOLTO IL CROCIFISSO DALL’AULA, NESSUNO SE NE SAREBBE ACCORTO. COPRENDOLO CON DELLO SCOTCH, HANNO RICHIAMATO L’ATTENZIONE

Se avessero semplicemente tolto il crocifisso dall’aula, probabilmente nessuno se ne sarebbe accorto. Coprendolo con del nastro adesivo, hanno richiamato l’attenzione sul presunto oltraggio, alimentando le polemiche. È successo in un seggio elettorale di Signa, in provincia di Firenze, dove si votava per il ballottaggio tra Giampiero Fossi (centrosinistra e Vincenzo De Franco (centrodestra). La presidente, che è anche la moglie di Fossi, dopo aver chiesto un parere alla prefettura, aveva fatto coprire il crocifisso con dello scotch, memore delle polemiche scaturite nelle passate elezioni.

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Alle volte basterebbe il buonsenso per evitare di inasprire inutilmente le polemiche. Il crocifisso, da anni, è una presenza costante nelle aule scolastiche italiane, negli ospedali ed in altri edifici pubblici, tanto da rappresentare una abitudine tale da non richiamare l’attenzione. Un po’ come quella persona che, abitando ad esempio a Roma, abituato a convivere con le bellezze storiche della Capitale, passa quotidianamente davanti al Colosseo, a San Pietro o a Piazza di Spagna, senza degnarle di uno sguardo, a differenza dei turisti che si soffermano per svariato tempo ad ammirarne la bellezza. Ma se copri il crocifisso con del nastro adesivo, è evidente che richiami l’attenzione e scateni polemiche sulle motivazioni che, inevitabilmente, vengono o meno accettate. Dietrologicamente parlando, verrebbe da pensare che, presumibilmente, certe prese di posizioni siano generate volutamente proprio per scatenare polemiche e per attirare l’attenzione su se stessi. Un atteggiamento che, certamente, non fa bene né alla cristianità, né al diritto di libera espressione spirituale.

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