TRA “TEMPTATION ISLAND” E MARK CALTAGIRONE, SPUNTA ALESSANDRO DI BATTISTA

Tra un amore sbocciato in “Temptation Island” e un chiacchiericcio sul conduttore “fantasma” del prossimo Festival di Sanremo, il refrigeratore di questa soffocante estate 2019 pare essere il “Che-Guevera-de-noj-artri”, Alessandro Di Battista. Solo che al posto di refrigerare, scalda. Non gli animi, ma i bollori, i nervosismi, in poche parole, i “marroni”. Il disastroso risultato alle europee dei Cinquestelle, lo ha galvanizzato in ciò che gli riesce meglio: distruggere qualsiasi lavoro – giusto o sbagliato – dei suoi colleghi fraterni del Movimento. Con parole sue, intendiamoci. Quelle parole che disegnano un mondo ed una società utopistica in cui, onestamente, vorremmo tutti vivere se fosse possibile trasformare i sogni in realtà. Come le parole che, anni fa, erano il mantra delle aspiranti Miss Italia quando, invitate sul palco per definire le loro ambizioni nella vita, finivano sempre col dire: «Voglio la Pace nel mondo». E chi non la vorrebbe?

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Così Dibba ci prospetta una società con automobili a noleggio, moneta virtuale, sanità non-ho-capito-bene-come, ecc. Tutte cose apprezzabili ed auspicabili ma senza spiegare come fare per ottenerle. Lui nega, ma la conseguenza delle sue parole è sempre quella di sputtanare il suo “fratello” Giggino che, grazie ai capelli corti, vestito da burocrate e aria da bravo ragazzo napoletano, gli ha fottuto il ruolo di leader del Movimento. Con la benedizione di Beppe Grillo. Allora Dibba si inventa il mestiere di inviato speciale all’estero per “il Fatto Quotidiano”; scopiazza qua e là programmi e progetti di Stati come il Guatemala; taccia di golpismo Barack Obama, emula San Giuseppe diventando falegname perché è una cosa “fichissima” e si improvvisa protagonista di videoselfie nei quali la figura nascosta ma dirompente della compagna Sahra ( o Sara? o Sarah?) tiene le redini del gioco e del futuro del nostro Che Guevara. Un po’ come si divertivano tanti e tanti anni fa Marisa Laurito e Renzo Arbore in un vecchio programma cult della Rai anni ottanta. Ma dietro la fuffa, il nulla. E dopo aver ascoltato l’ultimo – in ordine di tempo – sermone di Dibba, ci rimangono il caldo soffocante, gli amori sbocciati in “Temptation Island” e il chiacchiericcio sul conduttore “fantasma” del prossimo Festival di Sanremo…

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