BOCELLI, I BUSH E McCAIN PRESERO LE DISTANZE DA TRUMP. L’UNICO A VANTARSI DI UN SUO ENDORSEMENT È “GIUSEPPI”…

Elton John, Andrea Bocelli, i Beach Boys, Ice-T e le Dixie Chicks rifiutarono di esibirsi alla cerimonia di insediamento alla Presidenza. George Bush padre e figlio affermarono che non lo avrebbero votato. Prima di morire, il senatore repubblicano, John McCain, chiese categoricamente di escluderlo dalla lista delle persone che avrebbero presenziato al suo funerale. La lista potrebbe continuare. Legare il proprio volto e nome a quello di Donald Trump è sempre stato letto come disonorevole. Un miliardario inviso dallo stesso partito per cui si è candidato, un personaggio scomodo ed inusuale come inquilino della Casa Bianca, la presenza del “ciuffo biondo” a Washington DC ha fatto storcere il naso non solo agli intellettuali, ma anche a tutti coloro che si professano democratici e liberali. Ma c’è un personaggio nostrano che, invece, esibisce l’endorsement nei suoi confronti di Trump come un elegante e valido biglietto da visita.

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Si tratta di Giuseppe Conte, o meglio “Giuseppi” Conte, il due-volte Presidente del Consiglio, ridicolizzato alla stregua di un burattino nelle mani dei propri vice-presidenti in quel di Bruxelles, catturato dalle telecamere – e dai microfoni – della trasmissione “Report” mentre bisbigliava ad Angela Merkel le proprie difficoltà nel mantenere salda la maggioranza giallo-verde che lo aveva elevato al ruolo di premier, unico personaggio riuscito a presiedere due esecutivi diversi e di orientamento politico diverso. Genio della politica o semplice intestatario non operativo della grande macchina politica?